Vasca idromassaggio in mosaico: come si progetta e si posa

8 min di lettura

Vasca idromassaggio rivestita in mosaico

Una vasca idromassaggio in mosaico è un lavoro che ci piace molto, ma chiede più attenzione di quasi ogni altro. L’acqua è sempre presente, spesso calda, e i getti la tengono in movimento contro le pareti.

Per questo ogni strato sotto le tessere deve lavorare bene: se uno sbaglia, i problemi arrivano dopo pochi mesi, con tessere che si staccano e fughe che si aprono. Atzori Mosaici posa mosaico tradizionale e artistico dal 1998, con più di 1.000 cantieri in Italia e in Europa, e le vasche le trattiamo come piccole piscine.

In questa guida raccontiamo come le progettiamo e le posiamo, partendo da un cantiere reale: una vasca idromassaggio rivestita con mosaico Bisazza azzurro in tessere 20×20 mm. In fondo trovi gli altri lavori di questo tipo che abbiamo pubblicato.

Perché il mosaico è il rivestimento giusto per una vasca idromassaggio

Una vasca non è una parete del bagno. Il rivestimento di una vasca idromassaggio deve fare i conti con bordi arrotondati, sedute, gradini, bocchette dei getti e spigoli da girare. E deve stare sott’acqua tutto l’anno senza assorbirla.

Segue curve, sedute e gradini

Le tessere piccole si adattano alle forme. Un bordo curvo o una seduta sagomata si rivestono senza tagli visibili, cosa impossibile con una piastrella grande.

Con il 20×20 mm le curve si seguono tagliando i fogli in strisce, senza pieghe e senza aprire troppo le fughe.

Vetro: non assorbe, non sbiadisce, lucido ma non scivoloso

Il mosaico di vetro non assorbe acqua. Resiste al cloro, ai prodotti per la pulizia e agli sbalzi di temperatura. Il colore resta quello: il vetro Bisazza non sbiadisce con gli anni.

Molti temono che il vetro lucido sia scivoloso sul fondo e sulle sedute. Non è così: le fughe fitte creano tante piccole linee che danno aderenza al piede. Più la tessera è piccola, più fughe ci sono per metro quadro.

Vasca in muratura o minipiscina: cosa si può rivestire

La vasca idromassaggio in muratura, costruita in opera, è quella che si presta meglio al mosaico. Quando si costruisce, conviene sentirci prima: con il progettista e l’idraulico concordiamo raggi delle curve, sedute e quota delle bocchette, così la posa non deve inseguire una struttura nata per altro.

Si può rivestire anche una vasca esistente o una minipiscina in muratura, se la struttura è sana. Prima si controlla il supporto: crepe, parti che suonano vuote, umidità. Il vecchio rivestimento si toglie, e l’impermeabilizzazione si rifà da capo, anche se quella vecchia sembra in ordine.

Le vasche prefabbricate in vetroresina o acrilico sono un’altra cosa. In genere l’interno della scocca resta com’è, perché il collante non ci si aggrappa e il guscio lavora con il calore. Si può invece rivestire in mosaico il mantello esterno, o la muratura costruita intorno alla vasca.

Gli strati sotto il mosaico, nell’ordine giusto

La sequenza è sempre la stessa: prima l’impermeabilizzazione, poi la rasatura, poi la posa. Invertire l’ordine o saltare un passaggio è la causa più frequente dei distacchi che vediamo nelle vasche fatte male.

1. Impermeabilizzazione

In una vasca piena d’acqua l’impermeabilizzazione è obbligatoria, e deve essere compatibile con il collante che verrà dopo. Sugli angoli e sui gradini si rinforza con le bandelle, e intorno a ogni bocchetta, faretto e passaggio di tubi si sigilla con i collari di tenuta. Le bocchette vanno montate già alla quota del mosaico finito: si concorda con l’idraulico prima della rasatura. Il procedimento passo per passo lo spieghiamo nella pagina su come impermeabilizziamo vasche e piscine.

2. Rasatura con il collante Bisazza

Sopra l’impermeabilizzazione si rasa il fondo. Con il mosaico Bisazza la rasatura si fa con il loro collante, non con un rasante generico: così fondo e incollaggio lavorano con lo stesso materiale.

Il fondo deve essere regolare, senza ondulazioni, sia sulle parti piane sia sulle curve. In una vasca piena d’acqua ogni ondulazione si vede, perché il vetro lucido la riflette.

3. Posa

Solo quando la rasatura ha fatto il suo tempo, secondo la scheda del prodotto, si incolla il mosaico. Della posa parliamo nella sezione qui sotto, perché è lì che si decide come apparirà la vasca finita.

La posa del mosaico su carta nella vasca idromassaggio

Il mosaico 20×20 di questa vasca arriva montato su carta, incollata sul lato a vista delle tessere. Nelle vasche e nelle piscine lo preferiamo sempre alla rete. Con la carta il collante aderisce a tutta la superficie posteriore della tessera, senza fili in mezzo.

Per l’incollaggio abbiamo usato il collante Ad hoc con lattice Ultra di Bisazza. Come sempre con il mosaico Bisazza, anche la rasatura si fa con il loro collante, così sotto le tessere lavorano materiali dello stesso sistema.

In cantiere facciamo così: posiamo un gruppo di fogli, li battiamo bene e, quando il collante tiene le tessere, bagniamo la carta con la spugna finché si stacca. La togliamo quando il collante è ancora fresco, perché solo allora le tessere si possono spostare. Con una spatolina raddrizziamo quelle storte e uniformiamo le fughe tra un foglio e l’altro. Se si aspetta che il collante tiri, la griglia dei fogli resta visibile per sempre, e in una vasca l’occhio la trova subito.

Sulle curve i fogli si tagliano in strisce, così seguono la forma senza pieghe. Intorno alle bocchette si lavora tessera per tessera, con tagli a lati dritti.

Stuccatura epossidica: perché in vasca non usiamo il cementizio

In una vasca la fuga lavora quanto la tessera. È esposta all’acqua calda, ai getti e ai prodotti per la manutenzione dell’impianto idromassaggio.

Per questo usiamo stucchi epossidici. Non assorbono acqua, non si macchiano e resistono all’acqua calda e ai prodotti di trattamento indicati nella scheda dello stucco. Uno stucco cementizio, con acqua calda e prodotti di trattamento, col tempo si consuma e si macchia: in vasca non lo usiamo.

L’epossidico si lavora a piccole zone e si pulisce subito, prima che indurisca, così il vetro resta lucido e senza aloni. La vasca si riempie e i getti si accendono solo quando collante e stucco hanno finito di indurire, con i tempi indicati nelle loro schede.

Per la pulizia di tutti i giorni trovi le indicazioni essenziali nelle domande frequenti qui sotto.

Luce e foto: perché evitare la luce radente

L’illuminazione di una vasca va pensata insieme al rivestimento. Una luce radente, che sfiora la parete di lato, esalta ogni minima differenza di piano tra le tessere. Anche una posa ben fatta sembra irregolare.

Sul mosaico la luce va frontale, e per i faretti dell’ambiente è facile ottenerla. I faretti subacquei invece sono incassati nella vasca e sfiorano per forza il mosaico vicino: lì le tessere devono essere posate e allineate con la massima cura, perché ogni differenza di piano viene fuori.

Per le foto vale la stessa regola: le scattiamo di fronte, con una luce morbida, così si vede il colore vero del vetro.

Le nostre vasche idromassaggio in mosaico

Oltre al lavoro in azzurro 20×20 di questa pagina, sul sito trovi altri tre cantieri dello stesso tipo, ognuno con una scelta diversa.

Per progetti più ampi, guarda le nostre spa in mosaico e le piscine in mosaico.

Domande frequenti

Si può rivestire in mosaico una vasca idromassaggio già esistente?

Spesso sì, se la struttura è sana. Prima si verifica il supporto e si rifà l’impermeabilizzazione, poi si rasa e si posa. È la parte che non si vede, ma è quella che decide quanto durerà il lavoro.

Il mosaico in vetro sul fondo della vasca è scivoloso?

No. Il vetro è lucido, ma le fughe fitte tra le tessere piccole formano tante linee che danno aderenza al piede. Più la tessera è piccola, più fughe ci sono e più il piede fa presa.

Meglio tessere 20×20 o 10×10 per una vasca idromassaggio?

Il 20×20 è un buon compromesso tra resa estetica e facilità di seguire le curve. Il 10×10 permette disegni e sfumature più fini, ma chiede più tempo di posa. La scelta dipende dalla forma della vasca e dall’effetto che si vuole ottenere.

Perché il mosaico della vasca va posato su carta e non su rete?

Con la carta, incollata sul lato a vista, il collante aderisce a tutto il retro della tessera. La carta si toglie a collante fresco, così si possono raddrizzare le tessere e uniformare le fughe tra i fogli. Nelle vasche e nelle piscine usiamo sempre il mosaico su carta.

Che stucco si usa in una vasca idromassaggio in mosaico?

Usiamo stucchi epossidici. Non assorbono acqua, non si macchiano e resistono all’acqua calda e ai prodotti di trattamento indicati nella loro scheda. Uno stucco cementizio, in vasca, col tempo si consuma e si macchia.

Come si pulisce il mosaico della vasca?

Per la pulizia ordinaria bastano acqua e un detergente a pH neutro, con un panno morbido o una spugna non abrasiva. Niente pagliette né polveri abrasive, che opacizzano il vetro. Nella nostra guida su come si pulisce il mosaico spieghiamo i casi più comuni.

Galleria fotografica

Qui sotto le foto della vasca rivestita in mosaico Bisazza azzurro 20×20.

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    Chi ha scritto

    Marco e Iolanda

    Siamo Marco e Iolanda e facciamo con passione e precisione i posatori di mosaico artistico e tradizionale.
    Operiamo in tutta Italia ed Europa e, con oltre più di 500 progetti realizzati, siamo partner affidabili di architetti e imprese, e consulenti per il privato che vuole gestire in autonomia i lavori in casa.

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