Posa del mosaico in piscina: come si realizza, strato per strato

8 min di lettura

Realizzazione piscina in mosaico

La posa del mosaico in piscina è uno dei lavori in cui si vede subito se è stata fatta bene o male. L’acqua amplifica tutto: ogni fuga storta, ogni tessera fuori piano, ogni differenza di colore.

In questa guida spieghiamo come lavoriamo noi, strato per strato, dalla vasca grezza al riempimento. Come esempio usiamo un nostro cantiere reale: una piscina rivestita in mosaico Bisazza 20×20 mm, miscela Agave, una combinazione di verdi e azzurri che sotto l’acqua dà un colore naturale e luminoso.

Atzori Mosaici posa mosaico dal 1998: in oltre 25 anni e più di 1.000 cantieri in Italia e in Europa abbiamo rivestito molte vasche, con mosaico tradizionale e artistico. Quello che segue è il metodo che usiamo ogni volta.

Perché il mosaico di vetro in piscina

Per l’interno di una vasca il vetro ha questi vantaggi:

  • non assorbe acqua e resiste al cloro e ai prodotti per il trattamento;
  • non teme il gelo, anche nelle piscine esterne che restano piene d’inverno;
  • segue le forme: scale, sedute, bordi arrotondati e sfioratori si rivestono senza tagli evidenti;
  • le fughe fitte rendono fondo e gradini meno scivolosi;
  • il colore resta quello nel tempo, senza sbiadire al sole.

Se volete approfondire il materiale, trovate più dettagli nella pagina sul mosaico in vetro per piscine.

Scegliere il mosaico: colore e resa sott’acqua

Il colore di un mosaico cambia molto quando la vasca è piena. L’acqua aggiunge azzurro, la luce del sole muove i riflessi e la profondità scurisce il fondo. Per questo una miscela va giudicata pensando alla vasca piena, non al campione asciutto sul tavolo.

Le miscele, come l’Agave del nostro esempio, aiutano: tessere di tonalità diverse mescolate tra loro danno un fondo vivo e nascondono meglio le piccole differenze di luce. Un colore unico, invece, mostra di più ogni imprecisione della posa.

Il formato: 20×20 o 10×10

Il 20×20 mm è il formato più usato in piscina. Si adatta bene alle curve, ai raccordi e agli sfioratori, ed è più rapido da posare su grandi superfici. Il 10×10 mm si sceglie quando servono disegni e dettagli molto fini, per esempio decori o sfumature.

Fondo, scale e sedute: le superfici calpestabili

Sul fondo, sui gradini e sulle sedute si cammina a piedi nudi e bagnati. Qui conta la densità delle fughe: tante fughe fitte, una accanto all’altra, danno aderenza al piede. È lo stesso motivo per cui il mosaico di vetro lucido funziona bene anche nel piatto doccia. Sulle superfici calpestabili, quindi, il formato piccolo lavora a favore della sicurezza. Nelle piscine pubbliche, condominiali o di strutture ricettive la classe antiscivolo richiesta per gradini e camminamenti si verifica con il progettista.

La sequenza degli strati nella posa mosaico in piscina

La sequenza corretta è sempre la stessa: prima si impermeabilizza, poi si rasa, poi si posa. Nelle zone sempre bagnate un’impermeabilizzazione compatibile con collante e mosaico è obbligatoria.

1. Impermeabilizzazione

Prima di tutto la vasca va impermeabilizzata con prodotti specifici per piscine. Nel cantiere Agave abbiamo usato prodotti della linea Mapei. La membrana va rinforzata con bandelle negli angoli e nei raccordi tra pareti e fondo, e con collari o pezzi speciali attorno a bocchette, skimmer e fari: sono i punti dove l’acqua trova la strada più facilmente.

Il procedimento in generale lo abbiamo descritto con un altro cantiere, nella nostra guida all’impermeabilizzazione delle piscine. I passaggi sono gli stessi anche quando cambia il produttore.

2. Rasatura: la planarità che si vede sott’acqua

Dopo l’impermeabilizzazione si fa la rasatura, che deve rendere pareti e fondo perfettamente planari. Sott’acqua anche piccole ondulazioni diventano ombre visibili, soprattutto con il sole basso o con i fari accesi di sera.

Con il mosaico Bisazza la rasatura del fondo la facciamo con il loro collante, non con un rasante generico. In ogni caso controlliamo che il collante sia compatibile con l’impermeabilizzazione stesa sotto.

3. Collante e posa

Il collante si stende con la spatola dentata su una porzione alla volta: quella che si riesce a posare e a ripulire dalla carta finché il collante è ancora fresco. Per il vetro in vasca serve un collante adatto all’immersione continua e deformabile, compatibile con la membrana. Mentre si posa si controlla che le file restino dritte e che i fogli combacino. Su scale, sedute e bordi arrotondati si lavora con calma: sono i punti dove si nota di più se il mosaico è stato forzato.

Mosaico su carta, mai su rete

In piscina posiamo sempre mosaico montato su carta, mai su rete. Con la carta il collante aderisce a tutto il retro della tessera. La rete invece resta tra tessera e collante e riduce l’adesione: in una vasca sempre piena d’acqua è un rischio che non ha senso correre.

In cantiere facciamo così: la carta la togliamo a collante ancora fresco, bagnandola e staccandola foglio per foglio. In quel momento le tessere si possono ancora spostare, quindi riallineiamo le file e chiudiamo le giunte tra un foglio e l’altro. A vasca piena le giunte non si devono vedere, e questo si ottiene solo lì, prima che il collante prenda.

Fughe epossidiche e giunti

Le fughe di una piscina devono resistere all’acqua costante, al cloro e alla pulizia. Per questo usiamo stucchi epossidici, che non assorbono acqua, non si sgretolano e mantengono il colore.

L’epossidico si lavora in fretta e va pulito bene dalla superficie del vetro prima che indurisca. Il colore della fuga si sceglie insieme al mosaico: con le tessere da 20×20 la fuga occupa una parte visibile della superficie e cambia il tono della vasca.

I giunti strutturali, i giunti di frazionamento e i raccordi tra pareti e fondo non si chiudono con lo stucco. Si sigillano con un sigillante elastico adatto all’immersione, che assorbe i piccoli movimenti della vasca senza staccare le tessere vicine.

Tempi: maturazione degli strati e riempimento della vasca

Una piscina in mosaico non si riempie appena finita la stuccatura. Ogni strato ha i suoi tempi di maturazione, indicati nelle schede tecniche dei prodotti: la membrana impermeabilizzante, la rasatura, il collante e infine lo stucco.

La vasca si riempie solo dopo i tempi indicati nelle schede tecniche di collante e stucco. Riempire troppo presto vuol dire mettere sotto carico d’acqua strati che non hanno ancora raggiunto la loro resistenza. Questi tempi non si vedono, ma un rivestimento che si stacca dopo poco di solito viene da qui.

Manutenzione e pulizia

Il vetro non assorbe sporco e non si macchia, quindi la manutenzione è semplice. Basta tenere pH e cloro dell’acqua nei valori corretti, perché un’acqua aggressiva col tempo rovina fughe e collanti. Poi si pulisce la linea di galleggiamento, dove si ferma il calcare, con detergenti adatti al vetro e allo stucco.

Evitate spazzole metalliche e prodotti molto abrasivi, che rigano il vetro. Per i dettagli su detergenti e metodi trovate la nostra guida su come si pulisce il mosaico.

Il cantiere di esempio: Bisazza Agave 20×20

La piscina che abbiamo usato come esempio è rivestita all’interno in mosaico Bisazza 20×20 mm, miscela Agave. L’impermeabilizzazione è della linea Mapei; per il resto abbiamo seguito la sequenza descritta sopra: rasatura, posa su carta e fughe in epossidico.

Scheda e foto del lavoro sono nella pagina sul progetto Bisazza Agave miscela 20×20. Lo stesso metodo lo abbiamo seguito in una piscina interrata e in una piscina esterna.

Domande frequenti

Quanto dura una piscina in mosaico?

Se gli strati sotto sono fatti correttamente, decenni. I problemi nascono quasi sempre da impermeabilizzazione, rasatura o collanti sbagliati, non dal mosaico. Il vetro non assorbe acqua, resiste al cloro e non sbiadisce al sole.

Perché in piscina il mosaico va su carta e non su rete?

Con la carta il collante aderisce a tutto il retro della tessera. La rete resta tra tessera e collante e riduce l’adesione, un rischio inutile in una vasca sempre piena d’acqua. La carta si toglie a collante fresco, così si possono riallineare le file e nascondere le giunte tra i fogli.

Il mosaico di vetro in piscina è scivoloso?

In genere no: sul fondo, sui gradini e sulle sedute conta la densità delle fughe. Tante fughe fitte una accanto all’altra danno aderenza al piede bagnato, e per questo i formati piccoli lavorano a favore della sicurezza. Per le piscine pubbliche o di strutture ricettive la classe antiscivolo di gradini e camminamenti si verifica con il progettista.

Meglio il formato 20×20 o il 10×10?

Il 20×20 mm è il formato più usato in piscina: si adatta bene alle curve ed è più rapido da posare su grandi superfici. Il 10×10 mm si sceglie per disegni, decori e dettagli molto fini.

Che stucco si usa per le fughe di una piscina?

Per le fughe usiamo stucchi epossidici: non assorbono acqua, non si sgretolano con il cloro e la pulizia e mantengono il colore nel tempo. I giunti e i raccordi tra pareti e fondo invece si chiudono con un sigillante elastico adatto all’immersione.

Quanto tempo serve per rivestire una piscina in mosaico?

Dipende dalla dimensione e dalle forme della vasca, ma soprattutto dai tempi di maturazione di ogni strato: impermeabilizzazione, rasatura, collante e stucco. La vasca si riempie solo dopo i tempi indicati nelle schede tecniche di collante e stucco. Riempire troppo presto mette sotto carico strati che non hanno ancora la loro resistenza.

Preventivo gratuito per la posa mosaico in piscina

State progettando una piscina o volete rifare il rivestimento di una vasca esistente? Mandateci le misure, qualche foto e il mosaico che avete in mente: vi prepariamo un preventivo gratuito. Lavoriamo da Valera Fratta (LO) presso i clienti, in Italia e in Europa.

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    Chi ha scritto

    Marco e Iolanda

    Siamo Marco e Iolanda e facciamo con passione e precisione i posatori di mosaico artistico e tradizionale.
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