Mosaico in gres per il bagno: pro, contro e posa (cantiere a Milano)

8 min di lettura

piastrelle gres

In un’abitazione privata di Milano abbiamo realizzato un bagno in mosaico di gres, fornito in fogli su rete. Se state valutando un mosaico in gres per il bagno, qui trovate come l’abbiamo posato passo per passo e cosa conviene sapere prima di sceglierlo.

Il mosaico resiste molto bene all’usura nel tempo, come dimostrano ancora oggi i mosaici antichi. Le tessere piccole, poi, permettono di rivestire superfici di qualsiasi forma: angoli, nicchie, pareti curve, gradini. Posiamo mosaico tradizionale e artistico dal 1998, con più di 1.000 cantieri in Italia e in Europa, e il gres è uno dei materiali che ci chiedono più spesso per il bagno.

Mosaico in gres o in vetro: pro e contro

È la prima domanda che ci fanno. La risposta dipende dall’effetto che volete e da dove va posato.

Perché scegliere il gres

Il mosaico in gres è di solito opaco, con un aspetto più materico, ma esistono anche versioni smaltate lucide. Si trova con effetti che richiamano la pietra, il cemento o la terracotta, in tinte naturali e sobrie.

Il porcellanato assorbe pochissima acqua. Per questo, in genere, regge bene macchie, detergenti e sbalzi di temperatura. Le prestazioni però cambiano da prodotto a prodotto: vanno sempre lette sulla scheda tecnica del mosaico che si sceglie.

Un altro punto di forza sono le combinazioni di colore. Mescolando tessere di tinte diverse si ottengono sfumature, miscele e decori personalizzati.

Quando conviene il vetro

Il vetro dà colori più vivi, trasparenze e riflessi. È la scelta giusta quando il bagno deve avere luce e brillantezza, o quando si vuole un decoro artistico con molte sfumature.

Molti temono che il vetro lucido scivoli nel piatto doccia. Non è così con le tessere piccole, tipo 2×2 cm: le fughe sono tante e proprio la loro densità dà aderenza al piede. Chi preferisce un look opaco e naturale sceglie il gres; chi cerca colore e luce sceglie il vetro.

Se cercate l’effetto naturale con un materiale naturale, guardate anche il mosaico in pietra, che però in doccia va protetto e curato di più.

Dove usare il mosaico in gres nel bagno: doccia, pareti e pavimento

Doccia e zone umide

In doccia il mosaico si adatta bene alle pendenze verso lo scarico: con le tessere piccole i tagli lungo le falde restano poco visibili, e riveste bene nicchie e sedute. Per un esempio completo, dalle pendenze alla stuccatura, leggete come abbiamo realizzato una doccia in muratura rivestita in mosaico.

In doccia, e in tutte le zone che si bagnano, sotto il mosaico serve un’impermeabilizzazione compatibile con i collanti. Ne parliamo più avanti, perché è il passaggio che non si può saltare.

Pavimento

Il gres su rete si può usare anche a pavimento, ma non tutti i prodotti sono uguali. Prima di ordinarlo controllate sulla scheda tecnica due cose: che sia idoneo al calpestio e quale classe antiscivolo ha.

Lo stesso vale per il piatto doccia a filo pavimento in gres: lì il mosaico lavora sempre bagnato, quindi la classe antiscivolo va controllata ancora di più.

A parete si può rivestire tutto il bagno o solo una fascia, anche insieme a lastre più grandi. In quel caso bisogna pareggiare gli spessori, con il fondo o con un profilo, perché mosaico e lastra quasi mai hanno lo stesso spessore.

Un consiglio sulla luce: illuminate le pareti in mosaico con una luce frontale, mai radente. La luce radente evidenzia ogni minima ondulazione della superficie, anche su una posa ben fatta.

Come lo abbiamo posato a Milano

Prima di qualsiasi lavorazione valutiamo le superfici per capire come intervenire. Ogni bagno parte da muri diversi, e il risultato finale dipende molto da questo primo controllo.

Preparazione del fondo

In questo bagno abbiamo prima sistemato le irregolarità più accentuate del fondo, poi abbiamo realizzato la rasatura.

Una regola generale, che vale per ogni bagno: nelle zone umide, come doccia e zona vasca, l’impermeabilizzazione è obbligatoria. Si usa un prodotto compatibile con rasatura e collante e si stende dopo aver regolarizzato il fondo e prima della rasatura. L’ordine giusto è sempre questo: impermeabilizzazione, rasatura, posa.

Rasatura con collante cementizio bianco e rete in fibra di vetro

Abbiamo rasato il fondo con un collante cementizio bianco. Serve a creare un fondo liscio e uniforme, che è la base di una buona posa del mosaico.

Nella prima mano di rasatura abbiamo annegato una rete in fibra di vetro come rinforzo. La rete distribuisce le tensioni del fondo e riduce il rischio di cavillature sotto il rivestimento.

Lo stesso collante cementizio bianco lo abbiamo usato sia per la rasatura sia per la posa.

Posa del mosaico su rete

Il mosaico in gres di questo cantiere arriva in fogli con una rete in fibra di vetro incollata sul retro. La rete tiene insieme le tessere e resta annegata nel collante.

Per la posa abbiamo usato collante cementizio bianco miscelato con lattice. Il lattice rende l’impasto cremoso e, una volta indurito, più deformabile e flessibile.

Mentre il collante è ancora fresco, regoliamo a mano la distanza tra le tessere e tra un foglio e l’altro. Così le giunzioni tra i fogli non si notano e la superficie appare continua. In cantiere lo facciamo sempre a collante fresco, perché dopo la presa le tessere non si spostano più.

Un buon posatore è colui che applica il mosaico in modo che le tessere siano uniformemente spaziate tra loro, così che il lavoro finito risulti armonioso nel suo insieme.

Fughe: perché lo stucco epossidico

Il mosaico ha molte più fughe di una piastrella grande. Per questo la scelta dello stucco pesa tanto quanto quella del mosaico.

In questo bagno abbiamo rivestito le pareti e abbiamo riempito le fughe con stucco epossidico. È uno stucco bicomponente che non assorbe acqua, resiste alle macchie e ai detergenti e mantiene il colore nel tempo. In bagno, e soprattutto in doccia, è la soluzione che consigliamo.

L’epossidico va lavorato e pulito a stucco fresco: sul gres opaco, se si lascia indurire, il velo di resina è difficile da togliere.

Le fughe cementizie, anche quelle migliorate, restano più porose: in una zona sempre umida tendono col tempo ad annerirsi e a trattenere sporco e calcare.

Manutenzione e pulizia

Gres e fughe epossidiche si puliscono con poco. Dopo la doccia basta sciacquare, e per la pulizia ordinaria va bene un detergente neutro con un panno morbido. Evitate prodotti aggressivi o abrasivi se non indicati dal produttore.

Trovate i nostri consigli completi nella guida su come si pulisce il mosaico.

Galleria fotografica

Ecco alcune foto del bagno in mosaico di gres a lavoro finito.

Prodotti utilizzati

  • mosaico in gres su rete in fibra di vetro;
  • rete in fibra di vetro di rinforzo, annegata nella prima mano di rasatura;
  • collante cementizio bianco ad alte prestazioni, a scivolamento verticale nullo, per rasatura e posa del mosaico;
  • lattice elasticizzante da miscelare con il collante cementizio, per un impasto più cremoso e un collante indurito più flessibile;
  • stucco epossidico bicomponente per le fughe, resistente all’usura e facile da pulire.

Domande frequenti

Meglio il mosaico in gres o in vetro per la doccia?

Vanno bene entrambi. Il gres dà di solito un effetto opaco e naturale, il vetro colori vivi e riflessi. Anche il vetro lucido a tessere piccole non è scivoloso nel piatto doccia, perché le tante fughe danno aderenza. La scelta dipende soprattutto dall’effetto che volete ottenere.

Il mosaico in gres si può mettere a pavimento in bagno?

Sì, se il prodotto è idoneo al calpestio. Prima di ordinarlo controllate sulla scheda tecnica l’uso a pavimento e la classe antiscivolo. Non tutti i mosaici in gres hanno le stesse prestazioni.

Che spessore ha il mosaico in gres?

Dipende dal prodotto: in genere va da circa 4 mm per le tessere piccole fino a circa 10 mm per i formati più grandi. Il dato esatto si legge sulla scheda tecnica. Lo spessore conta per raccordarsi con altri rivestimenti e con i profili.

Che stucco usare per le fughe del mosaico in bagno?

Noi consigliamo lo stucco epossidico. Non assorbe acqua, resiste a macchie e detergenti e mantiene il colore, ma va pulito a stucco fresco. Le fughe cementizie, anche quelle migliorate, restano più porose e in una zona umida col tempo tendono ad annerirsi.

Serve l’impermeabilizzazione prima di posare il mosaico in doccia?

Sì, nelle zone umide è obbligatoria. Si usa un prodotto compatibile con rasatura e collante e si stende prima della rasatura. L’ordine è sempre impermeabilizzazione, rasatura e poi posa del mosaico.

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Se state progettando un bagno, guardate anche gli altri bagni in mosaico che abbiamo realizzato e i nostri bagni in mosaico Bisazza.

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    Chi ha scritto

    Marco e Iolanda

    Siamo Marco e Iolanda e facciamo con passione e precisione i posatori di mosaico artistico e tradizionale.
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